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Il lavoro del Webwriter freelance, con Riccardo Esposito

Il lavoro del Webwriter freelance, con Riccardo Esposito

Webwriter o Web writer?

Il colosso di Mountain View ci consiglia la seconda voce, ma a noi piace andare controcorrente e come ci suggerisce il nostro ospite d’ora in poi parleremo di Webwriter.

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Il lavoro del Webwriter freelance, con Riccardo Esposito

Cos’è un Webwriter?

Il Webwriter è una figura lavorativa sempre più nota sul web. Esso si occupa della scrittura di testi per siti web, blog o qualsiasi articolo che venga pubblicato su internet. Ogni web agency che si rispetti ha un writer in squadra, una persona in grado di scrivere un testo attraente, interessante agli occhi dell’utente che richiede un’informazione.

Possiamo paragonare il lavoro del Webwriter ad un giornalista, ma anzichè pubblicare articoli su un quotidiano, esso redige testi sul web.

Oggi abbiamo con noi un ospite d’eccezione, Riccardo Esposito.

Riccardo Esposito e il suo blog MySocialWebRiccardo-Esposito-webwriter-My-Social-web

Riccardo è probabilmente una delle figure più note in Italia nel suo settore. Il suo blog My Social Web, vanta decine di migliaia di visite giornalieri (dati stimati su SimilarWeb), grazie ai suoi numerosi articoli molto interessanti del mondo del web marketing o come dice il suo motto “Il Webwriter con il Social intorno”.

Veniamo a noi, SMSW Web Agency Fano, vi presenta oggi una breve intervista a Riccardo.

 

Ciao Riccardo e grazie per la tua disponibilità. Ai lettori piace andare subito al sodo, veniamo dunque alle nostre poche, ma mirate domande.

 

Quando e perché hai iniziato a fare il tuo blog?

Ho iniziato a fare blogging nel 2007 con la piattaforma WordPress, poi nel 2009 ho sostenuto il grande trasloco passando a WordPress.org: qui è nato ufficialmente My Social Web, il blog che ancora oggi mi accompagna. Perché ho iniziato a fare blogging? Semplice, per appuntare le mie idee e le mie riflessioni. Nel corso dei mesi, però, ho notato che questo lavoro mi portava visite e potenziali clienti. Quindi, nel corso degli anni l’obiettivo è cambiato, si è trasformato automaticamente da semplice passatempo a lavoro. Anche se non manca mai la passione.

 

Cosa hai pensato quando hai cominciato a vedere traffico sul tuo blog/sito web?

Grande soddisfazione. Il traffico rinfranca l’animo, ti permette di lavorare con grinta. Perché ti rendi conto che il tuo blog viene letto con passione: le persone amano il tuo lavoro, e i numeri confermano. Ma non sono tutto. Questo è il punto da affrontare con spirito critico: le visite non sono tutto, questo lo capisci con un po’ di pratica. Quando, cioè, ti rendi conto che per guadagnare con un blog non basta ammirare Google Analytics: hai bisogno delle conversioni reali.

 

Quando hai iniziato ad avere rendita grazie al sito trasformandolo quindi nel tuo lavoro?

Quando ho accettato i clienti che arrivavano sul mio blog e mi chiedevano di lavorare in questa direzione. “Mi piace quello che fai, ti va di lavorare così anche sul mio blog?”. All’inizio lavoravo in agenzia, quindi non avevo tempo di affrontare altri lavori. Poi ho capito che era arrivato il momento di diventare indipendente. Ho aperto la partita IVA e ho ottimizzato il blog in modo da trasformarlo in una macchina per trovare ogni giorno nuovi clienti. E funziona, sai?

 

Content is the king?

Meglio, people have the power. Chi lavora nel mondo del web writing sa bene che i contenuti nascono intorno alle esigenze del pubblico. Quindi non è il testo o il video ad avere il potere: è l’esigenza condivisa a influenzare la creazione. Questo almeno se vuoi farti trovare e scalfire una nicchia interessante. Devi capire come cercano le persone, cosa vogliono, quali sono i dettagli più interessanti.

 

Complimenti per il tuo risultato “0” recente, è stato difficile raggiungerlo?

In realtà no, è stato semplice. Molto semplice. Il concetto di featured snippet si basa sul dare la miglior risposta possibile nel minor tempo. Ecco, io non ho fatto altro che spiegare nel miglior modo possibile l’argomento. Con parole semplici. Qualche consiglio in più? Ecco, ho scritto un articolo: Featured Snippet, come ho conquistato il risultato zero.

Featured-snippet-Google

 

Pensi che questo lavoro possa durare per sempre?

Nothing lasts forever even cold November rain. Così cantavano i Guns And Roses, mentre gli Afterhours dicevano che non c’è niente che sia per sempre. Chiusa questa piccola parentesi musicale, il succo del discorso è semplice: impossibile opporsi ai cambiamenti. Li puoi anticipare, in parte li puoi influenzare ma non puoi impedire al progresso di imporsi. Il mio lavoro durerà in eterno? Di sicuro i contenuti di qualità saranno sempre al centro del web, quindi dobbiamo vedere solo come si struttureranno e quali saranno le figure professionali più indicate.

 

Ringraziamo Riccardo per la sua disponibilità e per i suoi interventi quasi mai banali. Auguriamogli infine, un grande “in bocca al lupo” per i suoi progetti futuri!

Fateci sapere cosa ne pensate commentando e condividendo l’articolo su Facebook.

 

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Come fare un redirect 301 su WordPress

Come fare un redirect 301 su WordPress

Essendo WordPress il CMS più utilizzato sul web per la realizzazione di un sito internet, vi esporremo oggi una semplice e breve guida per gestire un redirect 301.

Redirect 301, che cos’è?

Redirect 301 è un codice di stato HTTP fornito nell’intestazione della risposta del server e indica che la URL richiesta (sito, pagina o articolo) è stata spostata su una posizione differente in modo stabile e definitivo. Grazie a questo redirect, il browser o meglio ancora lo spider dei motori di ricerca (Google, Yahoo o Bing) può accedere alla risorsa corretta e non ricevere un errore 404 (risorsa non trovata).

Solitamente sono più spesso utilizzati i redirect 301 in questi casi:

  • Migrazione di un sito su un nuovo dominio ( vecchiodominio.it -> nuovoDominio.it)
  • Migrazione di un sito da dominio http ad https
  • Cambio URL nome categoria e/o tag (/vecchioTag/articolo/ -> /nuovoTag/articolo/)
  • Cambio URL articolo (/vecchioArticolo.html -> nuovoArticolo.html)
  • Link rotto (ovvero link che punta ad una URL non funzionante)
  • Pagine con status code 404 (risorsa non trovata)

Cosa usare su WordPress per gestire un redirect 301?

Noi utilizziamo un plugin gratuito chiamato SEO Redirection. Per il nostro caso, l’utilizzo del plugin per effettuare redirect 301, è più che sufficiente la versione free.

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Come impostare un redirect 301 con il plugin gratuito per WordPress SEO Recirection Free

Una volta installato il plugin SEO Redirection Free potremo accedervi andando dal pannello WordPress su Impostazioni –> SEO Redirection ed arriviamo nella seguente schermata.

come-impostare-SEO-Redirection-free-301

Cliccando su “Add New” possiamo andare a comunicare la URL che restituisce un errore (esempio 404) o più semplicemente una URL non più esistente.

Lasciamo tutte le impostazioni presenti di default. Nel campo “Redirect from” incolliamo la URL di errore, su “Redirect to” incolliamo l’URL che abbiamo scelto come destinazione.

Cliccando su “Add New” in basso a sinistra avremo salvato il nostro redirect 301. Provando dunque ad accedere al vecchio URL verremo automaticamente reinderizzati a quello nuovo scelto.

come-impostare-redirect-301

Dove vedere tutti gli errori 404 del nostro sito?

Un errore 404, come spiegato brevemente in precedenza è un codice di stato, che sta a significare risorsa non trovata. Ai fini SEO è importante sistemare ogni errore 404 in quanto lo spider di Google ad esempio, considera poco autorevole un sito web con molte risorse non trovate.

Grazie al tool Webmaster di Google (Search Console), nella sezione Scansione –> Errori di scansione è possibile vedere tutti gli errori 404 che Google ha scovato.

Una volta corretto l’errore con il plugin gratuito SEO Redirection Free sarà possibile comunicare a Google la correzione dell’errore stesso.

Come comunicare a Google la correzione di un errore 404?

Dal pannello Scansione –> Errore di scansione del tool Webmaster di Google è possibile oltre a vedere tutti gli errori 404 scovati, comunicarne la correzione grazie al redirect 301.

Clicchiamo sulla URL segnalata e selezioniamo “Segna come corretto”. Ora Google sa che abbiamo sistemato l’errore 404 e nell’arco di 48h circa l’URL sparirà dagli errori di scansione.

 

Per un preventivo gratuito per il tuo sito web non esitare a contattarci

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Web-Agency-Fano-CMS-scelta

CMS: cosa sono e quale scegliere

CMS: cosa sono e quale scegliere

In ambito informatico CMS significa content management system (sistema di gestione dei contenuti in italiano).

Il CMS è un software, installato su un uno spazio web denominato server web Il suo compito è quello di facilitare la gestione e la pubblicazione dei contenuti all’interno di un sito web, svincolando il webmaster da conoscenze tecniche specifiche di programmazione Web come HTML, PHP o altro.

I principali CMS sul mercato

I CMS più diffusi e più utilizzati sono i seguenti: WordPress, Joomla, Drupal, Magento, Prestashop. Vediamo le differenze nel dettaglio.

I CMS più diffusi: WordPressCMS, quale scegliere, WordPress

WordPress.org da non confondere con WordPress.com (copia farlocca dell’originale) è il CMS che noi principalmente consigliamo. Supportato benissimo da una community vastissima di utilizzatori e facile da utilizzare.

WordPress è sicuramente il CMS più diffuso in quanto molto supportato sia internamente che esternamente grazie ai suoi numerosi plugin disponibili. Inizialmente WordPress nasce come piattaforma per blog, nel tempo si è evoluto in un vero e proprio software per la creazione di siti web anche professionali.

Caratteristiche principali:

  • Estensione delle funzionalità tramite plugin;
  • Disponibilità di migliaia di temi gratuiti, e altri a pagamento, per personalizzare l’aspetto del sito web;
  • Gestione delle pagine  e degli articolicon template;
  • URL permanenti che aiutano l’ottimizzazione nei motori di ricerca;
  • Gestione delle categorie;
  • Funzioni di Trackback e Pingback;
  • Editor WYSIWYG per la formattazione dei testi;
  • Creazione di pagine statiche;
  • Supporto multi-autori;
  • Sistema di aggiornamento automatico

I CMS più diffusi: JoomlaCMS, quale scegliere, Joomla

Joomla è il secondo CMS più diffuso. Si differenzia da WordPress in quanto è meno intuitivo rispetto a WordPress. Joomla è scritto interamente in linguaggio PHP.

Caratteristiche principali:

  • Alto grado di personalizzazione grazie alle numerose estensioni moduli, componenti e plugin (vedi più sotto) disponibili sia come Software libero che con altre licenze;
  • Caching delle pagine per incrementare le prestazioni;
  • Funzioni di Search Engine Optimization, per facilitare l’indicizzazione dei contenuti da parte dei motori di ricerca;
  • Feeding RSS, che permette ai visitatori di essere avvisati degli aggiornamenti dei contenuti mediante l’utilizzo di un feed reader;
  • Versione stampabile delle pagine;
  • Esportazione delle pagine in formato PDF;
  • Pubblicazione tipo Blog;
  • Sondaggi;
  • Ricerca testuale su tutti i contenuti inseriti;
  • Localizzazione internazionale, che permette la traduzione di ogni funzionalità del software nella propria lingua;

I CMS più diffusi: DrupalCMS, quale scegliere, Drupal

Drupal è molto meno conosciuto dei due sopra citati ma non meno performante. Girando lato server permette la creazione e distribuzione di complessi siti web dinamici.

Drupal ha riceve apprezzamenti particolari da alcuni webmaster, progettisti e programmatori, in parte grazie al suo design modulare che permette al suo livello base, o «core», di fornire solo le funzioni essenziali nella sua configurazione predefinita. Funzioni e capacità di visualizzazione aggiuntive possono estendere il «core» tramite l’installazione di moduli e temi.

  • Inserire, modificare e catalogare i contenuti
  • Eseguire ricerche
  • Inserire commenti
  • Partecipare a forum
  • Rispondere a sondaggi
  • Lavorare a progetti di scrittura collaborativa
  • Inserire e visualizzare i profili degli utenti
  • Comunicare tra gli utenti e con gli amministratori del sito
  • Modificare l’aspetto del sito utilizzando temi grafici già sviluppati e pronti all’uso
  • Creare menu su più livelli della struttura di navigazione
  • Localizzare l’interfaccia in diverse lingue, permettendo all’utente di scegliere
  • Fornire feed RSS
  • Aggregare e presentare i contenuti RSS di altri siti
  • Registrare nuovi utenti e gestirne gli account
  • Gestire in modo granulare permessi e ruoli per i singoli utenti o per interi gruppi
  • Usare regole per impedire l’accesso al sito a determinati utenti in base a nome, indirizzo e-mail, indirizzo IP
  • Collezionare e presentare statistiche dettagliate del sito
  • Gestire il caching delle pagine ed il throttling, funzionalità che permette di disabilitare alcuni moduli/blocchi in caso di alto traffico del sito
  • Creare e specificare vari filtri sull’input degli utenti e diversi modelli di contenuto
  • Generare indirizzi semplici da ricordare, permettendo una migliore catalogazione ai motori di ricerca

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CMS più diffusi per fare un sito di e-commerce

Magento e Prestashop sono due CMS nati per creare e gestire un sito di e-commerce (negozio online) a partire dai prodotti in vendita, promozioni, vendita, gestione magazzino e spedizioni.CMS per e-commerce, Prestashop

I CMS per un sito di e-commerce: Prestashop

Prestashop è il CMS per e-commerce che consigliamo di utilizzare. Professionale al punto giusto e con tante funzioni. Dopo un po’ di esperienza si riuscirà a creare e gestire il negozio online senza tropper complicazioni.

I temi Prestashop sfruttano il motore di template Smarty, il quale permette una netta separazione tra contenuti, grafica e programmazione.

L’interfaccia utente semplice e intuitiva, e il sistema modulare (per implementare una funzionalità basta installare il relativo modulo), hareso Prestashop il CMS più utilizzato per la creazione e la gestione di un sito web e-commerce.

Prestashop ha una grande comunità molto attiva sopratutto in Spagna e Francia. Essa contribuisce giornalmente a migliorare il software ed a sviluppare nuovi moduli per aumentare le funzionalità e migliorare l’esperienza dell’utente finale.

I CMS per un sito di e-commerce: MagentoCMS per e-commerce, Magento

Magento è un CMS open-source (gratuito) nato quasi esclusivamente per la creazione e la gestione di un sito web e-commerce.

Nasce nel 2008, un anno dopo Prestashop. Grazie ai plugin disponibili si candida come CMS per l’e-commerce più professionale.

WordPress per la creazione di un e-commerce

Nell’ultimo periodo, sta prendendo sempre più piede il plugin di WordPress gratuito WooCommerce.

Costruito integralmente per funzionare all’interno della piattaforma CMS WordPress. E’ un plugin totalmente gratuito che ti permette di creare e gestire il tuo e-commerce, i prodotti, il magazzino, le offerte e le spedizioni.

Un’ottima scelta per chi ha un budget molto limitato e non ha migliaia di prodotti da vendere e gestire contemporaneamente.

 

 

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i numeri di Amazon del Natale 2016

Natale 2016 senza e-commerce?

Quanti articoli sono stati scritti sull’incremento degli acquisti attraverso e-commerce online. Quante volte sono stati citati Amazon, eBay, Trovaprezzi e chi più ne ha più ne metta.

Bene oggivi parliamo di come Amazon sia diventata un colosso del web dove chiunque ha ormai fatto acquisti.

Natale 2016 senza e-commerce?

Amazon sa bene come lavorare online. Zero negozi fisici, un sito web localizzato nella maggior parte dei paesi del mondo. Un business che è partito esclusivamente sul web e ora è un leader mondiale nella vendita di prodotti online.

Amazon ha un fatturato annuo di 98 miliardi (prospettiva chiusura dell’anno 2016), superiore del 20% rispetto al 2014. Il colosso statunitense, fondato dalla mente di Jeff Bezos è davanti a Microsoft con 86 miliardi e Google con 68,9 miliardi di dollari di fatturato annuo.

Natale 2016, l’e-commerce di Amazon

amazon-leader-e-commerce-2016

La forza di Amazon non è complessa, in quanto, sono stati scelti alcuni fattori che l’hanno fatta diventare la realtà che è tutt’ora.

Assistenza diretta: tramite operatore online (via chat); via mail aprendo un ticket di assistenza; telefonicamente (compilando un piccolo form è possibile essere contattato molto rapidamente e senza costi).

Reso e rimborsi: Amazon tutela a pieno gli acquisti effettuati attraverso la loro piattaforma. Il reso è possibile per tutti i prodotti venduti e spediti direttamente da Amazon stessa.

Prezzi competitivi: nonostante la miriade di prodotti acquistabili, rimane un punto fermo per il risparmio rispetto a competitor online ed offline sopratutto.

Disponibilità prodotti di qualsiasi genere

L’ultimo ma forse il  più grande punto di forza di Amazon è la possibilità di acquistare prodotti di vario genere, dalla tecnologia ai libri, dai vestiti all’ultima moda a prodotti vintage. Insomma, se cominciasse a vendere anche alimentari forse non andremmo più al supermercato.

La vasta gamma di prodotti acquistabili su Amazon deriva dal servizio che offre di piattaforma di vendita in stile eBay “Compra ora”. Questo servizio permette a qualsiasi attività nel mondo di vendere i propri prodotti attraverso la piattaforma Amazon. Sarà possibile dunque acquistare oggetti che non vengono spediti direttamente dal colosso statunitense.

E-commerce, spedizione rapida e gratuita

Non dimentichiamoci la spedizione verso casa. Quante volte ci capita di trovare il prodotto giusto, a basso costo e poi ritrovarci 4/5 o addirittura 7 € di spese di spedizione tramite corriere?

Amazon permette di acquistare prodotti con una spedizione fissa, che solitamente si aggira attorno ai 3,50 € oppure offre un servizio innovativo chiamato “Amazon Prime”. Esso permette di acquistare prodotti illimitati (spediti direttamente da Amazon) pagando una quota fissa annuale di appena 19,99 €.

amazon prime, spedizioni ilimitate a 19 €

Tale servizio garantisce inoltre la spedizione entro un giorno lavorativo salvo eccezioni. Dunque con la spesa di tre spedizioni standard tramite corriere abbiamo la possibilità di fare spedizioni rapide ed illimitate tramite Amazon.

Amazon Prime ha un servizio aggiuntivo testato soltanto a Milano per la prima volta quest anno, con la consegna tramite drone in 30 minuti.

I numeri e le vendite natalizie di Amazon

Prendiamo come test il Black Friday di Amazon. 1,1 milioni di prodotti acquistati in 24 ore, pari a 12 prodotti venduti ogni secondo. Sono numeri da capogiro!

Questi numeri rappresentano un record per Amazon che supera il precedente record stabilito dal Prime Day del 12 luglio 2016 con 750.000 prodotti venduti.

 

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Cosa sono le email transazionali

Le email transazionali o transactional email sono mail strutturate che vengono inviate, solitamente in modo automatico, in seguito ad un’azione ben precisa dell’utente; ad esempio l’iscrizione alla newsletter o il riepilogo di un acquisto effettuato online. L’email transazionale fa parte dell’email marketing.

Email transazionali, cosa sono e a cosa servono

Una volta che l’utente ha compiuto un’azione sul nostro sito web, vengono utilizzate le email transazionali.

Le azioni che comportano l’invio di queste mail sono solitamente dovute all’iscrizione alla newsletter o dopo un acquisto online: nel caso della newsletter, all’interno dell’email transazionale si ringrazia l’utente per l’adesione, si comunica la conferma di iscrizione al servizio di newsletter e si focalizza l’attenzione dell’utente verso alcuni contenuti del sito; nel caso dell’acquisto sul nostro sito di e-commerce, si invia un’email transazionale dove vengono riepilogati i prodotti acquistati, l’importo speso ed i tempi di spedizione, alcuni prodotti correlati all’articolo acquistato, un invito a tornare a visitare il negozio online e contatti della società.

Email transazionali, email event trigged

Le email event trigged sono un tipo di email transazionali molto diffuso e anch’essi fanno parte del macro gruppo di email marketing.

Questo tipo di email transazionale, viene generalmente utilizzato in concomitanza con determinati eventi o a specifiche azioni compiute dagli utenti: la fine di un periodo di prova gratuito di un servizio; il compleanno dell’utente; una festività; un invito a tornare sul nostro sito e-commerce per completare un acquisto precedentemente non completato.

cosa sono le email transazionali

Come usare le email transazionali

L’email transazionale va sempre strutturata in maniera tale da convincere l’utente a tornare presso il nostro sito web. A tal proposito è dunque importante creare contenuti testuali e grafici che attraggano rapidamente l’attenzione dell’utente.

La media in cui l’utente chiude un email appena arrivata è di primi 3 secondi. Cosa significa? Occorre convincere l’utente in massimo 3 secondi che la nostra mail è interessante e propone contenuti adatti per il potenziale cliente.

Dal punto di vista comunicativo è importante “coccolare” l’utente, quindi è importante dare del tu all’utente all’interno del testo di un email transazionale.

Email transazionale comunicative

L’email che inviamo all’utente deve comunicare direttamente con lui. Qualora avessimo un utente iscritto alla newsletter da molto tempo, si può ringraziare offrendo magari uno sconto su determinati prodotti o servizi. Stessa cosa vale per un possibile utente che visita e commenta frequentemente i nostri articoli. Menzionandolo o rendendolo partecipe di qualche attività, l’utente si sentirà importante e vorrà contribuire maggiormente l’interazione con i nsotri contenuti.

Email marketing con email transazionali e email event trigged

Questi due tipi di email marketing, sono i più diffusi in quanto hanno una alta probabilità di lettura.

La loro alta probabilità di lettura è dovuta al fatto che gli utenti sono consapevoli che riceveranno una nostra email, in quanto il suo invio (da parte nostra) arriva in seguito ad un’azione che l’utente compie sul nostro sito web.

Sfruttare bene queste opportunita ci permette di migliorare la notorietà del nostro sito web e raggiungere o recuperare clienti o potenzialmente tali.

 

Se vuoi fare attività di email marketing [btnsx id=”275″]

Guida: come segnalare nuovo URL a Google

Come inviare un sito a Google e Bing

Come inviare un sito a Google
Come segnalare un nuovo URL sito web a Google prer velocizzare l'indicizzazione

  1. Accedere a Google add URL
  2. Inserire URL e commento (facoltativo) e cliccare su “Aggiungi URL”
  3. Reinserire URL da inviare e confermare strumento reCaptcha
  4. Cliccare su “Invia richiesta”
  5. Attendere conferma di Google Search Console

 

 

Lo spider di Google aggiunge ogni ora, ogni minuto ed ogni secondo un nuovo sito web al suo indice. Vogliamo velocizzare il processo? Bene occorre dunque segnalare a Google la presenza di un nuovo URL.

E’ possibile segnalare anche l’URL realativo ad una nuova pagina o articolo che abbiamo creato non solo siti web appena nati.

Perchè inviare un sito a Google?

Essere presenti su Google come abbiamo parlato nell’articolo “perchè fare attività SEO?” al giorno d’oggi è di vitale importanza per un’attività che opera o meno nel web.

Qualora la nostra attività sia in competizione con altre dello stesso settore, è importante segnalare a Google la presenza di una nuova pagina o articolo (URL) in quanto ci permette di essere presenti prima dei competitor. Sia chiaro che l’indicizzazione non dipende solo da un fattore “tempo” bensì più che altro da un fattore “qualità”. Per un approfondimento sui contenuti di qualità leggi l’articolo “Blog copiato? No grazie!“.

Come inviare un nuovo sito web a Google

La procedura è veramente banale e consiste nel recarsi in questo servizio Google Add URL.

Come segnalare un nuovo URL sito web a Google prer velocizzare l'indicizzazione

Come nell’immagine soprastante, occorre iniziamente inserire il nuovo sito web nel campo URL. Il campo commenti può essere lasciato vuoto o è possibile inserire un breve testo.

Cliccando su “Aggiungi URL” accederemo alla pagina successiva.

Invio URL a Google tramite Search Console

Segnalare nuovo URL nella search console Google

Accederemo automaticamente alla Search Console di Google (WebMaster), dove occorre ripetere l’URL da inviare alla società di Mountain View. Selezioniamo ora il campo “non sono un robot” per superare il captcha.

Cliccando su “Invia richiesta” accederemo alla pagina di conferma.

Conferma invio e segnalazione nuovo URL a Google per velocizzare l’indicizzazione

Invio nuovo URL a Google Search Console

Se avete seguito correttamente i semplici passi sopra descritti, riceveremo la confera di invio URL a Google.

URL segnalato a Google e ora?

Attenzione, segnalare un sito o una URL a Google non significa che il giorno dopo la segnalazione troviamo per forza l’URL segnalata in prima pagina nella SERP. Segnalare URL a Google serve per far sapere a Google – guarda che ci sono anche io – poi sarà l’algoritmo di Mountain View a mettere in coda la richiesta, elaborarla e posizionarla nella SERP.

Ci sono stati casi (personali) nei quali dopo due ore dalla segnalazione dell’URL, era già posizionato in prima pagina nella SERP di Google per le keywords selezionate. Altri casi invece dove occorrono giorni per ottimizzare il posizionamento.

Approfondisci la SERP con questo articolo “Che cos’è la SERP e come funziona?

Se vuoi controllare il posizionamento delle parole chiave scelte nella SERP di Google dal tuo Smartphone Android, ti consigliamo di leggere questo articolo “SERPmojo: controlla SERP tramite App“.

Come segnalare un nuovo URL o sito web a Bing e Yahoo Search

Bing e Yahoo Search sono i motori di ricerca secondari, ma non per questo inutilizzati. Vediamo dunque come segnalare la disponibilità di un nuovo sito web o un nuovo URL a Bing e Yahoo Search.

Grazie ad un accordo fra i due è sufficiente segnalarlo soltanto una volta e non ad entrambi separatamente.

 

Come inviare un nuovo URL a Bing e Yahoo Search

  1. Accedere a Bing Toolbox
  2. Inserire URL nell’apposito campo
  3. Digitare i codici relativi al reCaptcha
  4. Cliccare su “Invia”
  5. Attendere conferma di Bing Toolbox

 

Hai letto l’articolo “come segnalare un sito a Google e Google”

Che cos'è e come funziona la SERP di Google

Che cos’è la SERP e come funziona?

La SERP, Search Engine Result Page è definita come la pagina in cui vengono elencati i risultati di una ricerca effettuata da un utente. SERP in italiano identifica la pagina che mostra i risultati di un quesito posto all’interno di un motore di ricerca.

Cos’è la SERP?

SERP: Search Engine Result Page (pagina dei risultati del motore di ricerca). Questa pagina cerca di raggruppare i link che rispondano in maniera più precisa possibile alla chiave di ricerca inserita. I principali motori di ricerca sono Google, Yahoo Search e Bing.

All’interno della SERP troviamo link “annuncio” e link “organici”. I link annuncio fanno parte di sponsorizzazioni a pagamento sulla parola chiave cercata all’interno del motore di ricerca, i link organici sono i risultati naturali senza sponsorizzazione a pagamento. Approfondisci qui la differenza.

Che cos'è la SERP e come funziona

Come funziona la SERP?

La SERP utilizza un apposito algoritmo in grado di analizzare i contenuti di una pagina web attraverso un bot (robot) chiamato “spider”. L’algoritmo dei motori di ricerca riceve aggiornamenti continui, più o meno significativi. Questi miglioramenti dell’algoritmo, cercano di portare risultati sempre più precisi all’interno della SERP, consentendo all’utente di trovare subito la risposta al suo quesito (query).

Il posizionamento all’interno della SERP è indicato come “ottimizzazione” o SEO (Search Engine Optimization).

La SEO per posizionarsi nella SERP

SEO: Search Engine Optimization (tecnica per il posizionamento di un sito all’interno della SERP). La SEO è anche chiamato “posizionamento nei motori di ricerca” e vista la sua importanza è diventato a tutti gli effetti un lavoro. Il ruolo del WebMaster (colui che crea il sito web), non sempre corrisponde al SEO specialist (figura specializzata nella SEO). Sono i test, le prove e le modifiche continue che portano un sito web a posizionarsi in cima nella SERP di un motore di ricerca.
Per segnalare un nuovo sito web, pagina o articolo al fine di indicizzarlo velocemente all’interno della SERP di Google è possibile compilare questo form.

SERP: il risultato zero

Il risultato zero all’interno della SERP di Google è chiamato Featured Snippet. In alune SERP è presente questo risultato che risponde in maniera chiara e concisa alla query scritta dall’utente. La Featured Snippet è caratterizzata da un contorno grigio e una posizione invidiabile nella SERP.

Featured Snippet: risultato zero nella SERP

Se volete approfondire il Featured Snippet nella SERP di Google vi invito a leggere l’articolo di Riccardo Esposito “Featured Snippet: come ho conquistato il risultato zero“.

SERP: controlla il posizionamento dallo Smartphone Android

Vuoi controllare il posizionamento delle tue parole chiave direttamente dal cellulare?

Leggi l’articolo SERPmojo: controlla SERP tramite App.

 

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Guarda il nostro video che spiega cos’è la SERP:

SERPmojo: la guida completa all'app gratuita

SERPmojo: controllo posizionamento keywords da Android

Controlla il posizionamento nella SERP di Google, Yahoo e Bing, le tue keywords direttamente dallo Smartphone con SERPmojo.

SERPmojo: App gratuita per il controllo del posizionamento delle keywords nella SERP

Non hai un PC a portata di mano? Non ricordi l’accesso a SeoZoom o SemRush?

Oggi vi proponiamo un App gratuita per Smartphone Android in grado di monitorare giornalmente il posizionamento nella SERP del vostro sito web, in base alle keywords scelte in numero illimitato.

Sito ufficiale di SERPmojo

SERPmojo anche in versione gratuita permette di monitorare un numero infinito di URL e keywords

Scarichiamo gratuitamente l’App SERPmojo dal Google Play Store

L’App SERPmojo in versione gratuita vi permette di inserire il vostro sito web (anche più di uno) e le keywords scelte per l’analisi sul posizionamento nella SERP. Uno dei vantaggi di questa App, oltre all’essere totalmente gratuita e con veramente poche limitazioni rispetto alla versione PRO a pagamento (4,99€), è la semplicità dell’utilizzo.

SERPmojo vi permette di controllare il posizionamento delle keywords scelte in vari motori di ricerca: Google; Yahoo; Bing.

Dopo circa 10 giorni di utilizzo intenso su più siti web ed articoli o pagine precise, possiamo sicuramente dire che SERPmojo è la miglior app gratuita Android, per la verifica ed il controllo giornaliero della posizione delle nostre amate parole chiave nella SERP.

Ovviamente l’App SERPmojo è stata paragonata alle principali App per Android disponibili sul Google Play Store.

Ecco i motivi per i quali è la migliore disponibile:

  1. Gratis! Gratis è bello e SERPmojo ha la versione gratuita con veramente pochissime limitazioni.
  2. URL e keywords illimitate. Questa fantastica App per Smartphone Android ci dà la possibilità di analizzare giornalmente URL e parole chiave illimitate.
  3. Ben tre motori di ricerca presenti. Potremo controllare sul display del nostro Smartphone le keywords presenti nelle SERP di Google, Yahoo Search e Bing.
  4. Versione PRO ad un prezzo veramente onesto e competitivo. Il gran lavoro che fa la versione gratuita dell’App ci rende molto felici di pagare soli 4,99€ per la versione PRO di SERPmojo.

 

Motori di ricerca: Google, Yahoo, Bing

SERPmojo in versione PRO: i vantaggi

I vantaggi della versione PRO dell’App SERPmojo, al costo di soli 4,99€ sono semplici ma efficaci:

  • Controllo posizionamento nella SERP in background con avviso
  • Dati analytics delle keywords scelte. Controllo andamento delle keyword in un arco temporale definito
  • Analisi delle parole chiave guadagnate o perse nel corso del tempo
  • Possibilità di selezionare la sola rete wi-fi per il controllo delposizionamento nelle SERP

Come scritto sopra, i vantaggi sono pochi ma molto utili, specialmente il controllo delle keywords in background. Nella versione free di SERPmojo il controllo viene fatto manualmente e con l’App aperta.

SERPmojo: il funzionamento, inserimento dell’URL e delle parole chiave

Ora potete leggere una piccola guida creata da SMSW a Fano. La riproduzione della guida non è vietata senza l’autorizzazione di Social Media e Siti Web a Fano.

Guida definitiva all’utilizzo dell’App SERPmojo

SERPmojo: Pagina iniziale dell’App – Passo 1

SERPmojo - App Android gratuita per il controllo della SERP

La pagina iniziale dell’App non è altro che il luogo dove verificare il posizionamento delle nostre Keywords nella SERP di Google, Yahoo e Bing. Per l’inserimento di URL e keywords vai al passo 4.

A fianco all’URL inserito, abbiamo il disegno di una piccola matita. Cliccando qui è possibile modificare, aggiungere o rimuovere keywords per il controllo della SERP di questo link.

Sulla sinistra dell’App vediamo la lista di keyword scelte sotto all’URL inserito. Cliccando sul numero corrispondete a Google, Yahoo o Bing vediamo l’andamento della posizione nella SERP dell’ultimo periodo.

Le tre barrette in alto a sinistra permettono di accedere al menù dell’App. Per le funzioni del menù vai al passo 3.

Il pulsante PRO permette di acquistare la versione PRO dell’App SERPmojo al costo di soli 4,99 € per accedere alle funzioni complete.

Il pulsante + (icona più), permette di aggiungere URL e keyowords per ogni nuovo link che inseriamo nell’App. Leggi il passo 3 della guida per configurare correttamente le URL e le keywords.

Il pulsante del cerchio (freccia a forma di cerchio), permette di effettuare l’aggiornamento del posizionamento delle keywords nelle varie SERP. Il controllo può essere fatto tutte le volte che volete, ma l’App vi può suggerire il fatto di aver già controllato il posizionamento durante la giornata.

Il pulsante dei tre pallini in alto a destra consentono di accedere in fila a: “Toggle select mode”, permette di selezionare e deselezionare determinate keywords; esportare o effettuare backup dei dati; impostazioni.

SERPmojo: Impostazioni dell’App – Passo 2

Nelle impostazioni è possibile modificare alcuni parametri importanti come la localizzazione le notifiche e altro.

Impostazioni dell'App gratuita SERPmojo

Ecco le voci delle impostazioni dell’App SERPmojo che possiamo modificare:

Localization: qui potete selezionare la nazione di default per le SERP nelle quali vogliamo effettuare il controllo. Potete scegliere il vostro paese di riferimento o lasciare “All countries and territories” se volete controllare il posizionamento in tutto il mondo.

Google: “safe mode”, permette di filtrare contenuti per adulti dalle ricerche.

Other: “include subdomains”, selezionandola l’App controlla anche il posizionamento dei sottodomini e mostra il posizionamento di quello più in alto; “keep screen on”, selezionandola permette di tenere lo schermo acceso mentre l’App verifica il posizionamento delle keywords nella SERP di Google, Yahoo e Bing; “show notifications”, selezionandola riceveremo una notifica non appena l’App SERPmojo ha terminato l’aggiornamento del posizionamento.

SERPmojo: Menù dell’App – Passo 3

Il menù dell’App è semplice ed immediato ed è composto da 7 voci, vediamole nel dettaglio:

Meunù dell'App gratuita SERPmojo

Ranking: vi permette di accedere alla pagina iniziale dell’App dove verificare URL e keywords inserite e le relative posizioni nella SERP.

Analytics: è una funzione prevista solo nella versione PRO al costo di soli 4,99 €. L’Analytics ti permette di monitorare nel dettaglio lo stato della parole chiave, le posizioni guadagnate o perse. Numeri e totali di variazioni di posizioni nella SERP.

FAQs: frequently asked questions. Domande frequenti sull’utilizzo dell’App SERPmojo.

Contact us: qui potete contattare lo sviluppatore dell’App per segnalare problemi o offrire suggerimenti per il suo miglioramento.

Spread the word: permette di condividere i risultati del posizionamento degli URL inseriti e le relative keywords.

Rate SERPmojo: reindirizza al Google Play Store dove è possibile recensire l’App SERPmojo.

Unlock PRO features: permette di sbloccare la versione PRO dell’App gratuita SERPmojo al costo di soli 4,99 €. Nel passo 1 della guida potete leggere le features che offre la versione PRO (a pagamento) dell’App.

SERPmojo: Come inserire URL e keywords nell’App – Passo 4

Ora veniamo al succo della guida, qui vediamo come inserire URL e keyword per, in seguito, monitorarne il posizionamento nelle SERP di Google, Yahoo e Bing.

SERPmojo, inserimento URL e keywords

URL details: sotto la voce “your RUL” inseriamo il link che vogliamo monitorare. Possiamo inserire un link di un articolo specifico o il dominio principale se vogliamo monitorare tutto il sito.

Localization: qui inseriamo il paese di riferimento della URL inserita sopra. Specificate un paese se diverso da quello messo precedentemente nelle impostazioni.

Keywords: cliccando sul +, possiamo inserire le parole chiave che ci interessa controllare.

 

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SERPmojo, controlla il posizionamento delle parole chiave (keywords) dal tuo Smartphone Android

Ti ricordiamo che puoi scaricare l’app SERPmojo gratuitamente dal Google Play Store.

Scarica SERPmojo dal Google Play Store

 

Guarda il nostro video che spiega cos’è la SERP:


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Facebook like, il NO al referendum vince grazie ai Social Media

Referendum costituzionale: vince il NO grazie ai Social Media

La stracciante vittoria di oggi, del NO al Referendum Costituzionale, ha portato il premier Matteo Renzi alle dimissioni immediate, inaspettate da tutto il popolo italiano, nonostante le sue numerose dichiarazioni in merito.

Referendum costituzionale: vince il NO grazie ai Social Media

I numeri ci dicono che il NO ha vinto sopratutto grazie all’attività sui Social Media, ben strutturata ed organizzata.

Come ci comunica la fonte di comunicazione più credibile (Censis, rapporto sulla situazione sociale del nostro paese), c’è stato un notevole incremento di ricerca e condivisione di informazioni sul Referendum Costituzionale su Facebook.

Censis, fonte di informazione per l'informazione sui Social

I numeri dell’attività sui Social Media per la vittoria del NO al Referendum Costituzionale

Il numero di presenze in televisione ha visto vincere nettamente Matteo Renzi. L’attività sui Social Network da parte degli attivisti per il NO dei costituzionalisti, ha avuto la grande collaborazione con tutti i partiti “nemici” di Matteo Renzi per portarli alla vittoria.

La creazione di un piano editoriale ad-hoc per la campagna ha permesso di ottimizzare i tempi di lavoro e creare grande interesse fra i lettori diretti ed i lettori indiretti. I lettori diretti sono coloro che cercano direttamente informazioni sul “NO” o che sono già follower della Pagina Facebook Comitato per il NO. I lettori indiretti sono coloro che attraverso condivisioni, commenti o like di amici sono entrati in contatto con i contenuti pubblicati.

Il grande lavoro di squadra, la qualità dei post ha portato interazione e condivisioni naturali su Facebook. Ne è testimone la Pagina Facebook Comitato per il NO.

La sponsorizzazione su Facebook da parte della pagina ha avuto costi veramente bassissimi, appena 0,002 € per visualizzazione e 0,01 € per interazione.

Ecco i numeri delle varie attività:

La vittoria del NO sui Social Media grazie a Facebook

Gherardo Liguori, capo attivista per il NO

Gherardo Liguori è un esperto  whistleblower (“soffiatore di fischietto” letteralmente) identifica un individuo che denunci pubblicamente o riferisca alle autorità attività illecite o fraudolente all’interno del governo, di un’organizzazione pubblica o privata o di un’azienda (definizione da Wikipedia).

Negli ultimi anni Gherardo Liguori ha collaborato con alcuni attivisti del movimento 5 stelle, non a caso è il responsabile della comunicazione digitale del Comitato per il No al referendum costituzionale.

 

La vittoria è stata possibile grazie ai contenuti di qualità realizzati ogni giorno dal Comitato Nazionale per il NO, dagli studenti e dagli attivisti da ogni parte del mondo.

Di seguito citiamo un articolo di LaStampa.it che ci mostra l’andamento degli hashtag utilizzati per la campagna sul Referendum Costituzionale del 4 dicembre 2016.

La Stampa, andamento hashtag NO e SI

Qui notiamo l’andamento generalmente crescente di entrambi gli hashtag #iovotosi ed #iovotono. L’andamento discontinuo dei due hashtag varia sempre in base agli eventi quotidiani legati all’attività sulla campagna promozionale per il Referendum Costituzionale.

Il picco per il SI del 28 ottobre cade in concomitanza con la scelta di Matteo Renzi di scendere in Piazza del Popolo a Roma per sostenere il SI ed entrare nei dettagli della riforma proposta.

Il picco per il NO del 13 novembre è dato dalla lettera inviata da Matteo Renzi agli italiani residenti all’estero invitandoli a votare a favore del SI.

La Stampa, utilizzo degli hashtag per il referendum

 

Leggi l’articolo “Perchè fare attività sui Social”

Sitemap: che cos'è e come utilizzarla correttamente

Sitemap: come crearla ed inviarla a Google

Avete mai sentito parlare della parola “Sitemap“? Oggi vi spieghiamo cos’è, come utilizzarla e come inviarla a Google per una corretta indicizzazione del sito web.

Sitemap: Cos’è e come utilizzarla

La Sitemap, in italiano mappa del sito, non è altro che una pagina generalmente in formato XML (eXtensible Markup Language) che raggruppa la struttura del sito.

La Sitemap è dunque una lista che elenca le varie pagine e articolo del nostro sito web.

Sitemap: a cosa serve

La Sitemap nasce per facilitare la navigazione dell’utente all’interno del nostro sito web, ha poi avuto una notevole importanza nell’attività di scansione della rete da parte dei così detti spider. Gli spider sono dei bot dei motori di ricerca che vanno ad analizzare i contenuti della rete. Questi spider sono coloro che vanno ad indicizzare i siti web in base ai contenuti pubblicati all’interno, che siano testuali o visuali. I così detti spider di Google, analizzano le pagine ed i contenuti multimediali presenti nella nostra sitemap così da indicizzare parte delle pagine presenti nel nostro sito web.

L’indicizzazione viene poi suddivisa fra link di pagine o articoli a link di immagini.

Sitemap: come utilizzarla al meglio

Potete generare una sitemap utilizzando i vari plugin presenti ad esempio su WordPress oppure semplicemente utilizzando uno dei tanti strumenti gratuiti online. Un plugin gratuito per la creazione di una sitemap, che ha tante altre funzioni oltre a questa è Yoast, del quale abbiamo parlato in questo articolo sull’utilizzo di Yoast per fare SEO.

Su tutti vi consiglio XML-Sitemap. Qui sarà sufficiente compilare il form inserendo il link del vostro sito web per avere la vostra pagina XML Sitemap.

Ora la Sitemap va comunicata a Google per permettere una corretta e sopratutto più rapida indicizzazione. Per sottomettere la nostra Sitemap occorre essere registrati al WebMaster Tool di Google (Search Console).

Aggiungete una nuova proprietà e seguite le istruzioni per verificarla. Ora nel menù a sinistra sotto la voce scansione, potrete aggiungere la Sitemap del vostro sito web. Scorrendo l’articolo troverete una guida con immagini annesse per un corretto invio della sitemap a Google Search Console.


Aggiornamento

Sito italiano per creare e gestire una sitemap

Siamo venuti alla conoscenza di un ottimo sito web grazie al quale è possibile realizzare gratuitamente la propria sitemap ed in seguito caricarla nella directory del proprio sito web.

Vediamo come fare:

Recarsi sul sito SeoUtility alla pagina Sitemap.

Come nell’immagine che segue, nello spazio apposito inserire il link del vostro sito web (corrisponde al dominio) compreso possibilmente di http:// oppure https://

Confermiamo nel pulsante appena sotto di non essere un robot ed allora selezionare “Genera Google Sitemap”.

generare-sitemap-con-seoutility

Ora si è aggiunto un pulsante che ci permette di scaricare la sitemap appena generata.

Il prossimo passo sarà quello di caricare la sitemap creata con SeoUtility nella root del proprio sito web.

Per farlo occorre accedere al proprio pannello di controllo del sito web (cPanel solitamente accedibile tramite login nell’hosting acquistato). Qui andremo nella voce “gestione file” (è anche possibile connettersi via FTP per velocizzare il caricamento).

Carichiamo il file sitemap.xml appena realizzato ed il gioco è fatto.

L’ultimo passo è quello di inviare la sitemap a Google tramite il loro servizio di Google Search Console.

Accedendo al sito della Search Console di Mountain View, selezioniamo la proprietà che ci interessa qualora ne avessimo più di una, ora ci troviamo sulla destra la voce sitemap, cliccate nel pulsante come nell’immagine seguente:

pulsante-sitemap-search-console

Ora abbiamo la schermata per la gestione della sitemap. Il nostro obiettivo vi ricordo è inviare la sitemap creata poco fa con il tool italiano e gratuito di SeoUtility.

Clicchiamo sulla destra su invia sitemap e ci chiederà l’indirizzo in cui attualmente si trova.

Come-inviare-sitemap-a-google

Avremo preimpostato il dominio del sito (root) e scriveremo soltanto sitemap.xml a meno che non gli abbiate cambiato nome o percorso.

Ora la sitemap è stata inviata, se non ricevete alcun errore sarà sufficiente aspettare qualche giorno e Google inizierà ad elaborare la vostra mappa digitale del vostro sito web e comincierà l’indicizzazione. In caso di errori vi sarà comunicato a temo debito!

 

Se non hai ancora effettuato il collegamento del tuo sito web al tool WebMaster Search Console di Google allora leggi l’articolo seguente:

Come verificare proprietà su Google Search Console